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Vita quotidiana di un'aspirante bibliotecaria!
La mia piccola
post pubblicato in Diario, il 20 aprile 2011


E' arrivata e neanche me l'aspettavo. L'abbiamo accolta con una grande gioia e da un anno è con noi.
E' la nostra piccola, la amiamo e la proteggiamo. Da un po' mi dice anche "ma-ma"!
E' un amore.
Anche se alle volte, di notte, mi sveglia.
Ma è così bello vederla con la pancia per aria quando entro a casa!
In fondo è proprio vero che un gatto sceglie la propria famiglia e se nella mia vita è entrato un gatto, un gatto ci sarà sempre!




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Cronache di una bibliotecaria e di Miss P.
post pubblicato in Diario, il 31 marzo 2011


Ogni luogo ha una Scansy, una Sconsy e qualcuno che comanda a suo modo una cerchia ristretta di adepti, ma non so in quanti luoghi dedicati alla nobile arte del lavoro esista Miss Pupù.
Ci sono donne che amano parlare delle cose più sconvenienti nei momenti meno adatti. In particolare Miss Pupù adora parlare di... avete capito. E lo fa durante la pausa pranzo.

"Sai che carino il mio cane, la sera mi fa le coccole sul divano!"
" Il mio gatto invece quando faccio la doccia bussa al vetro e se apro un attimo mi fa miao e se ne va."
"A proposito, anche tuo figlio beve l'acqua del water?"
Eh? Ma a proposito di cosa? Del tuo neurone solitario ne vogliamo parlare?
Allibita.
Mi cade la pasta dalla bocca, mi guardo intorno e trovo gli sguardi delle mie colleghe, anch'esse private della voglia di mangiare.
E non solo.
Miss Pupù ha trovato una confidente che le dà manforte.
"No, no, mio figlio non lo fa! Ma il tuo, perchè lo fa?"
"Non lo so, ma è un vizio che ha preso anche il mio secondo bimbo, anzi! Lui ci puccia i biscotti!"
Il gelo sui volti di tutte.
Ma perchè non da ai suoi figli una bella bottiglia di acqua naturale? Oppure un dolce succo di frutta?

"L'ho detto alla pediatra, mi ha consigliato di mettere una cosa nell'acqua del water... non ricordo il nome..."
"Una bustina di te, forse?" Replico io ironicamente, guardandola con l'espressione tipica di chi vuole farti capire di cambiare solfa.
Ma Miss P. non è contenta e prosegue col racconto del passaggio pannolino vasino dei suoi figli, e della fobia della cacca che aveva uno dei due, al punto da dovergli mettere il pannolino per fargliela fare, così che lui poteva nascondersi in un angolo e farsela addosso, anche se era un po' grandicello.
Non ce l'ho fatta a mangiare lo yogurt.
Oggi sono andata a mangiare all'aria aperta, sto fondando un gruppo pro-pranzo allegro senza argomenti schifosi. Ma se dovesse ricapitare un pranzo con Miss P. non rispondo delle mie parole se solo s'azzarda a parlare.


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E se...
post pubblicato in Diario, il 20 marzo 2011


E se ti dicessi che ti odio?
Ti odio per la sofferenza che mi hai dato,
ti odio per le bugie che mi hai raccontato,
ti odio perchè ti ho perdonato tutto, senza che tu lo sapessi,
ti odio per tutto il tuo egoismo,
ti odio per tutte le volte che mi hai dato della bugiarda.
E se stai pensando, anche solo per un millesimo di secondo, di essere stato chiamato in causa... pensaci!




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Si riparte!
post pubblicato in Diario, il 14 marzo 2011


Chissà che non riesca, almeno stavolta, a finire uno dei miei racconti...
Si può cambiare città, lavoro, amici, stile di vita... ma niente può fermare il prurito alle mani di chi vuole scrivere!
Desperate librarian, always.





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Cronache di chi ha il cuore sempre lì
post pubblicato in Diario, il 21 giugno 2009


Non si sparisce mai del tutto.
E' solo che non ha più molto senso scrivere da quando non faccio più la bibliotecaria.
E' difficile rientrare nel campo, c'è poca richiesta di personale e per il momento faccio un altro lavoro che non mi sento addosso.
Va tutto a meraviglia, manca solo la biblioteca, che per ora posso frequentare solo da utente.
Cerco un'ispirazione, un momento tutto mio per scrivere. Cerco una biblioteca.




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Cronache di una nuova vita, parte III
post pubblicato in Diario, il 28 ottobre 2008


La Principessa errante
I cambiamenti non arrivano mai da soli. La mia Principessa partirà fra qualche giorno e la rivedrò l'anno prossimo, io mi sono trasferita da poco e convivo per la prima volta nella mia vita. Mi sono catapultata in una vita totalmente nuova e la mia migliore amica fa lo stesso, ma dall'altro capo del mondo. Seppur lontane non perderemo il nostro legame. Cercherò di riavere la connessione internet appena la situazione sarà un po' più stabile e le scriverò lunghe e-mail.
“Io per te ci sono sempre, anche sarò lontana. Lo sai che hai sempre una casa dove stare, qualunque cosa accada puoi raggiungermi. Sei una vera amica, sei una sorella per me e io per te ci sono e ci sarò sempre, ricordalo.”
Ci siamo salutate con un forte abbraccio per l'ultima volta prima della sua partenza, perché purtroppo non mi sarà possibile accompagnarla all'aeroporto. Non mi piace piangere quando la gente parte, l'ho fatto troppe volte in passato e in seguito non è mai andata bene.
Scaramanzia, non saprei, chiamatela come volete. Quando piansi alla stazione fu l'ultima volta che vidi mia nonna, e in qualche modo me lo sentivo. Da quel giorno piangere alle partenze mi ha sempre portato male. So che la rivedrò, perciò non ho pianto. Le ho dato tanti consigli, forse sono sempre i soliti che si danno agli amici, forse banali o forse dettati dall'esperienza. Quando do consigli ad un'amica mi sembra di essere mio padre. Tornando a casa con la mente riascolto i miei stessi discorsi ed esclamo: “Ma sono io? O è la voce di mio padre?”. Ho ereditato da lui questo desiderio di proteggere chi amo con discorsi... da padre. Sono ancora una donna? Sì, è tutto a posto, per fortuna non mi è ancora spuntata la barba sul viso.



Voglia d'autunno
Aprii gli occhi appena appena, desiderosa ancora delle coccole di Morfeo e della calda trapunta. Un raggio filtrò prepotentemente dalla fessura della tapparella, cercando d'interrompere un sogno così bello come non ne facevo da tempo. Il cervello riuscì persino ad ingannarmi, trasformando la musica della radiosveglia nella colonna sonora del mio film ad occhi chiusi, cosicché anche lo speaker ne prese parte.

La drogata di biblioteca
Ci sono cose che nessuno ti può togliere e tanto meno impedirle: la libertà di pensiero (nonostante molti ci provino a plagiarti subdolamente) e la passione per qualcosa o qualcuno. Nel mio caso, la biblioteca è la passione che nessuno potrà mai permettersi di negarmi e se affermo che prima o poi sarò di nuovo bibliotecaria, così sarà. Non importa se ci vorranno settimane, mesi o anni: così sarà perché io lo voglio.
Non ci sono mezzi termini. Mi sono resa conto che rinunciare alla biblioteca per me è impossibile, sono in crisi d'astinenza. E lui deve capirlo, perché ho rinunciato a tanto per lui, per noi, per vivere insieme. Ho stravolto la mia esistenza in una manciata di giorni per dare libero sfogo alla nostra passione, al desiderio di costruire una famiglia. Ho fatto un grande passo.
Gli amici posso vederli ogni tanto o sentirli per telefono, così come i miei genitori. Ma la biblioteca è sempre lì, il mio cruccio più grande, il “sogno proibito”, il desiderio ardente, il mio acquario.
Finalmente mi sono iscritta alla biblioteca del paese, ho scambiato quattro chiacchiere con i bibliotecari e mi hanno consigliato un paio di cooperative. Sono rimasti stupiti dalla mia esperienza e visto che tra un anno la biblioteca del paese si trasferirà in una sede più grande, avranno bisogno di una persona in più.
Chissà... 



P.S.: Le castagne sono arrivate senza nemmeno chiederle, me ne ha regalato un sacchetto la vicina di casa: santa donna, la mia golosità presto troverà sfogo!

Cronache di una nuova vita, parte II
post pubblicato in Diario, il 21 ottobre 2008


Il primo giorno, quello vero. E poi...
Ci ritroviamo uno di fronte all'altro, seduti a tavola. È la nostra prima sera insieme, soli. Non siamo più a casa dei suoi genitori perché ormai la nostra è praticamente abitabile, pulita e con qualche mobile.
La nostra cucina nuova, bordeaux, è arrivata da poco ed abbiamo cucinato insieme la prima cena.
Mi guarda. “Che palle la vita di coppia!” Dice ridendo.
Il primo giorno ci si sente un po' soli, non s'è abituati alla mancanza dei genitori, dei fratelli, delle loro morose. Ognuno con la propria giornata da raccontare, ognuno con il piccolo malanno che lo perseguita, con il capo che stressa e le mille parole che si dicono per riempire la serata.
“E adesso?”
Adesso noi due siamo una famiglia. Le nostre parole riempiranno le serate, i nostri piccoli malanni ed i problemi coi nostri capi.
Penso ai consigli di mio padre.
“Guarda che stare insieme non è come andare in vacanza per una settimana o un mese e poi tornare ognuno a casa propria. State attenti a quello che spendete, non fate acquisti inutili e soprattutto ricordati che convivere o sposarsi (è la stessa cosa, il pezzo di carta non cambia la situazione) significa innanzitutto avere una grande comprensione, essere complici e venirsi incontro, conoscersi. Io ancora adesso sto conoscendo la mamma, eppure siamo insieme da 30 anni.”



La prima settimana
Ogni tanto lui mi guarda ancora con quel sorrisetto ironico e mi dice: “Che palle la vita di coppia!”. Mi vien da ridere.
Salendo su per le scale e annusa l'aria: il mio soffritto l'ha colpito.
Vale ancora la regola che gli uomini si prendono per la gola.
Sembra stupito di vedermi ai fornelli, in fondo è mezzogiorno e poiché stamattina sono libera, possiamo pranzare insieme.
“Già, che palle la vita di coppia, eh?” gli rispondo col suo stesso tono.
Ma è felice, si vede a chilometri di distanza, mi abbraccia e mi bacia mentre cucino.
Stiamo costruendo giorno dopo giorno il nostro nido. Ci si rende conto di quanti oggetti popolino una casa e che magari avevamo sottovalutato. Non faccio altro che frequentare supermercati e simili per procurarmi quello che serve, per riempire il frigorifero (o meglio la pancia) e la cucina.
Tutte le sere ci sediamo al nostro tavolo (solo uno al momento, quello della cucina) e discutiamo di ciò che serve e che dobbiamo fare, delle bollette da pagare, delle spese fatte. E contiamo.
Mia mamma si preoccupa perché crede sempre che non mangi abbastanza, ma è normale perdere un paio di chili all'inizio di una nuova vita. In meno di una settimana ho cambiato città, lavoro e abitudini, il corpo magari ne risente un po' ma di certo non sono uno scheletro.



Ho voglia di castagne arrosto, prima o poi le compro e me le mangio tutte, tanto a lui non piacciono (dice sempre di no, ma quando le ha sotto il naso non resiste... figurarsi quando sentirà quel profumino a casa nostra).


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Cronache di una nuova vita
post pubblicato in Diario, il 9 ottobre 2008


Come potevo immaginare la biblioteca mi manca molto, anche quei pazzi che mi tormentavano ogni giorno, ma che in fondo, sono innoqui se sai come gestirli. Mi mancano i miei amici, i colleghi-amici (anche se li sento spesso) e la mia città, col suo bel centro storico così antico e bello.
Sì, mi manca tutto questo, ma non posso più rinunciare a lui. La gioia della vita di coppia mi fa accantonare la nostalgia.
La nostra casa prende forma poco alla volta e presto potremo invitare i nostri amici e mangiare le castagne davanti al camino.
Il nuovo lavoro per il momento procede bene, imparo in fretta e al momento è un'ottima soluzione, fino a quando non riuscirò a reinserirmi nel mio habitat naturale: la giungla bibliotecaria.
Presto dovrò fare una cosa molto importante...
Non sono ancora andata ad iscrivermi alla biblioteca comunale!
Sono una sciagurata.

Cronache di una bibliotecaria all'ultima pagina del primo volume
post pubblicato in Diario, il 30 settembre 2008


Apro una pagina a caso.
"L'aria sapeva di rosa e verde tenero...".
A dire il vero, è una giornata uggiosa. Autunnale.
L'ultimo giorno è arrivato, ma non sono triste. Forse lo sono solo un po'perchè lascio i miei colleghi più cari in balìa dei matti, con le loro richieste assurde.
Appena possibile organizzerò una grande festa e spero ci siano tutti. Anche se la Principessa non ci sarà perchè forse per quella data sarà già ad Auckland.
E' il momento dei saluti e degli addii.
Ma non fraintendete: addio significa che affido a Dio la possibilità di rivedervi, o meglio in questo caso di leggervi ancora e di farvi leggere le mie avventure.
Continuerò a scrivere, anche se all'inizio sarò sprovvista di collegamento internet. Più avanti farete indigestione dei miei racconti, molto probabilmente!
All'inizio dovrò adattarmi al nuovo ambiente, ma nulla mi spaventa. Sono sicura di me e delle mie capacità.
Addio amici,
non dimenticatemi, perchè io tornerò.
Per sempre
Desperate_librarian

Cronache di una bibliotecaria dentro
post pubblicato in Diario, il 25 settembre 2008


A volte accarezzi un sogno da così tanto tempo che quando poi non si realizza più pensi che non avrai mai un'occasione del genere e se ci sarà, chissà quando arriverà.
Altre volte invece tutto si concretizza velocemente fra le mani, procede bene e trovi le occasioni al momento giusto, tutte insieme, come in un progetto ben fatto.
Così arriva il momento tanto desiderato e si devono prendere importanti decisioni.
Ho deciso.
Ho scelto l'amore, lo raggiungo e andiamo a vivere insieme.
Non sarò più una desperate librarian.
Non sarò più una desperate librarian?
Sì invece!
Sarò sempre bibliotecaria, dentro di me.


Forse sarò un po' meno desperate, ma in ogni mestiere si trova almeno un esemplare di Scansy perfettamente non funzionante.
Bibliotecaria si nasce.
La biblioteca è la mia vita. Un lavoro è solo un lavoro, posso continuare ad essere me stessa anche se non lavorerò più in una biblioteca, almeno per il momento. Ho trovato un buon impiego che promette bene anche dal punto di vista economico, fondamentale di questi tempi.
Ho sempre svolto il mestiere di bibliotecaria spinta dalla passione, perchè se avessi aspettato la soddisfazione economica a quest'ora sarei finita.
Purtroppo il lavoro che amo non può darmi indipendenza economica, la crisi economico-culturale colpisce le biblioteche dritte al cuore, con tagli al personale sempre più frequenti.
Come ho già scritto, sarò sempre una bibliotecaria, la passione non si reprime e un giorno la trasmetterò ai miei figli.
Sono felice perchè il mio, il nostro sogno si concretizza sotto i nostri occhi così presto...
Dal primo ottobre cambieremo vita e depositeremo il primo rametto per il nostro nido.
Tremo ogni volta che dico ai miei amici: "Io e lui andremo presto a convivere!". Nemmeno lui ci crede ancora, fino a poco tempo fa era solo un progetto.
Io e lui.
Insieme, sotto lo stesso tetto. Finalmente.
Carpe diem.

Cronache di una bibliotecaria e di una principessa
post pubblicato in Diario, il 19 settembre 2008


 "Ma come fai a fidarti di nuovo degli uomini? Dopo quello che hai passato... Se il mio principe tradisse la mia fiducia io non vorrei più saperne degli uomini."
"Se non volessi più dare fiducia a chi può meritarla, la darei vinta a quello stronzo che ha fatto di tutto per rovinarmi la vita, per allontanarmi da te che sei la mia più cara amica, che ha gettato fango sulla mia persona.
Posso permettere che un essere di quel genere mi rovini la vita e m'impedisca di amare ancora come una persona genuina? Non posso permetterlo."
Non posso negare al mio uomo l'amore che in passato ho dato a chi non ne meritava neanche una briciola. Le grandi bugie riemergono sempre. Quando si arriva alla conclusione che hai amato un bugiardo pianificatore, come si fa a pensare che tutto il resto dell'universo maschile possa essere così gretto? Ho cambiato pagina e la mia vita sta risbocciando.
Amo un uomo che ritengo degno di me e non voglio privarlo della Sofia pura di sentimenti quale io sono.

Cronache di una bibliotecaria semiseria
post pubblicato in Diario, il 13 settembre 2008


Oggi non avevo proprio voglia di stare a sentire i pettegolezzi di Scansy 2, i suoi continui commenti sull’abbigliamento dei vips mentre sfoglia Io donna (o riviste femminili del genere) così ne ho approfittato della calma di stamattina per rimettere a nuovo le copertine rovinate di alcuni libri e poi mi sono concessa due risate. Mi sono chiusa in bagno per dieci minuti e ho preso un Harmony, uno di quei librettini con improbabili storie d’amore che tante signore amano, ma a me fanno solo un gran ridere. Sono romanzi tutti uguali, letto uno, puoi prevedere tutti gli altri.
All’inizio lei, donna determinata che si rivela sempre carne per uomini famelici, reprime i sentimenti per il bello e dannato di turno, ovviamente ricco, scapolo o vedovo inconsolabile, playboy da strapazzo, bello, bello e bello. Muscoloso, sempre. Ovviamente anche lei è bellissima, ma tanto fragile!
Verso metà libro (o anche prima) i due finiscono sempre a letto, le scene sono sempre le stesse, le parole anche. Il linguaggio si fa un po’ spinto, ma a me… scappa da ridere! Sospetto che questi romanzi siano scritti tutti da uomini che usano pseudonimi femminili. Perché si sa, una donna che vuole leggere una storia d’amore cerca sempre una scrittrice, perché a suo dire esprime meglio i sentimenti. Poi quella stessa donna cerca una lettura leggera come un Harmony e non capisce che una donna non potrebbe scrivere in quel modo. Le mie comunque sono tutte teorie e ognuno ha il diritto di leggere quello che gli pare e piace.
Ho aperto una pagina a caso, come fa la mia amica Daphne (ex collega), leggo due righe e cosa trovo? Una scena d’amore. Inizio a ridere, ho le lacrime agli occhi. Non è possibile: una scena di sensualità, ha dei punti che scatenano le risate. Sono scritte malissimo!
I libri sono spesso pieni di scene amorose, ci sono autori molto abili nel descriverle e a trasmettere tutta la sensualità di quel momento. Ma quei romanzetti rosa… non ci riesco, è più forte di me, rido a crepapelle! Era il passatempo preferito mio e di Daphne, durante le pause o prima di aprire la biblioteca al pubblico (arrivavamo sempre mezz'ora in anticipo): aprivamo una pagina a caso, neanche a farlo apposta lei trovava la pagina incriminata, la leggeva e giù a ridere come pazze!
Sarà stupido?
Sarà nostalgia di un’amica che rivorrei al mio fianco, al lavoro?
Molto probabile.
Poco professionale?
Ma no dai, mi sono trattenuta solo 10 minuti in bagno. Forse anche meno.
Scansy 2 in fondo mi lasciò da sola per 40 minuti un po’ di tempo fa. Era andata al bar, ci aveva messo tanto perché c’era la sposa.
Sono stata buona?


Cronache intime di una bibliotecaria
post pubblicato in Diario, il 10 settembre 2008


Ci sono momenti in cui anche se la vita è difficile e si fatica a realizzare ciò che si vuole, arriva una notizia, un segnale: nulla è così insormontabile, ce la puoi fare, abbi pazienza e sarai ricompensata.
Ed è così che mi sento positiva, anche se lo so che ci vorranno mesi, ma ce la farò, ce la faremo.
Faccio notare anche a lui che nell'aria, c'è qualcosa.
Something in the air...
Io non credo agli oroscopi, non li sopporto, è già tanto se so di che segno sono.
Quindi non mi riferisco agli astri se affermo che le situazioni ci sono favorevoli. Molte cose iniziano ad andare per il verso giusto. Credo che presto ce la faremo, saremo una famiglia. Ora devo solo sperare di guarire completamente, e così potremo anche pensare al futuro, alla nostra famiglia, che già progettiamo. E' stato un anno difficile per la mia salute.
Grazie amore mio, perchè mi stai aspettando.



Cronache di una bibliotecaria Cenerentola
post pubblicato in Diario, il 5 settembre 2008


Che grande soddisfazione tornare dalle vacanze e rendersi conto che nulla è cambiato. Entro in biblioteca e di prima mattina Scansy mi dà il buongiorno:
-Senti, ci sono un po' di libri da sistemare, ma prima metti a posto i giornali di ieri e cercami questa lista di libri.
Un po'? Solo? Guardo l'angolo accanto alla finestra. Due carrelli stracolmi di libri non sono un po'.
In un'ora faccio tutto: sistemo i due carrelli, raddrizzo i libri, ne sposto altri per fare spazio, metto da parte quelli mezzi rotti che trovo qua e là, dò indicazioni a un paio di ragazze che cercano il bagno, archivio tutti i giornali di ieri che erano sparsi fra i tavoli, cerco i libri della lista, dò a una signora un libro sulle tartarughe, vado in bagno per ricordarmi che ogni tanto anch'io sono umana e faccio i bisognini (a volte me ne dimentico e faccio pipì a fine giornata, quando torno a casa), poi vado al distributore delle bevande e mi concedo una cioccolata.
Un'ora: tempo da record, potrei partecipare alle Olimpiadi. Specialità? Ricollocazione a ostacoli del libro moderno (polveroso) con mini pausa caffè.
Quando torno, Scansy si alza immediatamente e va a fare qualcosa di molto più importante. Bere il caffè con l'amica del cuore che è andata in Jamaica o chissà dove. Sulla scrivania ci sono 4 pigne di libri, saranno più o meno una quarantina di volumi.
-Questi sono da scaricare, ci pensi tu? Io devo andare.
Ma dove devi andare? A f... No, non posso scriverlo.
La cara, dolce e vecchia Scansy in tutto quel tempo ha scaricato appena cinque libri. Come lo so?
Cinque libri sul carrello, quaranta sulla scrivania. Logico.
Scansy non mette mai un libro al suo posto, perchè non rientra nelle sue mansioni, altrimenti si rivolge ai sindacati. Una volta ha anche minacciato il capo.
Se è di buon umore, mette tutti i libri sul carrello dopo averli scaricati, ma nulla di più. Dopo, si va oltre la sua sfera lavorativa. Eh no, non le si può chiedere una sola cosa di più!
Quando lei torna dalla pausa caffè prendo con me il terzo carrello della giornata e come una casalinga che fa la spesa vado a sistemare gli ultimi libri. Alla fine della mattinata Scansy mi guarda, siede mollemente sulla poltrona a rotelle (spesso suo mezzo di trasporto dalla scrivania al telefono) e dice:
-Ah, bene! Un'altra mattinata se n'è andata, sono stanca!
Tu?
Oh Scansy, non mi dire! Pora stella*!



*Pora stella = espressione dialettale che sta a dire poverina.

Cronache di una bibliotecaria e dell'aria condizionata indesiderata
post pubblicato in Diario, il 3 settembre 2008


Ma si può?
Fa ancora un gran caldo, e loro che fanno, le due Scansy?
"Apriamo le finestre, non serve l'aria condizionata", bello spreco...
Così l'aria condizionata funziona lo stesso, ma a finestre aperte.
Evviva il risparmio energetico non intelligente!
Evviva l'aria condizionata che ha iniziato a funzionare regolarmente quando chi tanto la voleva non sa che farsene!
Evviva!

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